A causa di un incidente nucleare in laboratorio, Hulk nasce come l'alter ego del professor Bruce Banner, mite scienziato, che quando sottoposto a intense emozioni, per lui incontrollabili, emerge con tutta la sua rabbia e violenza distruttiva. 

In un articolo precedente, su questo sito e puoi cliccare qui per leggerlo, raccontavo di come l'Arte aiutasse a vivere meglio e di come forme artistiche di comunicazione a volte aiutino a parlare di questioni complesse e a volte anche dolorose. Questa volta chiederemo aiuto ad un noto supereroe: il grande, possente e verde Hulk!

Le emozioni sono una componente importante della nostra esistenza e possiedono tutte dei vantaggi e dei costi. Una personalità sana richiede che TUTTE le emozioni siano vissute con pienezza ma passando, continuamente, da un'emozione all'altra: un attimo prima sono ansioso per una prova che devo sostenere (un primo appuntamento, un esame, una gara...) e subito dopo sono eccitato mentre sto compiendo le mie azioni per affrontare la suddetta prova e magari subito dopo sarò triste o felice per un fallimento o per un successo. Usiamo, quindi, tutte le emozioni come colori su una tavolozza per dipingere il quadro della nostra vita e tutte le emozioni sono utili, anche quelle spiacevoli. Cliccando qui si può trovare dove ne scrivevo più approfonditamente.

Bruce Banner, con i suoi traumi e le sue dolorose esperienze non è capace di fare ciò... le sue emozioni sono bloccate, cristallizzate. Non c'è un armonico passaggio ma blocchi che si fronteggiano che danno vita alle varie manifestazioni di Hulk (c'è un Hulk gangster, un Hulk più gentile e uno scaltro a capo di un'organizzazione segreta).
Partendo da questo, nel 1987 l'autore Peter David opera una serie di radicali cambiamenti nel personaggio: in sostanza, ne rilegge la vicenda in chiave psicologica suggerendo che la reale natura di Hulk si cela nell'inconscio di Bruce Banner e che le sue varie incarnazioni mostruose (tra cui l'Hulk verde) non sono che manifestazioni delle personalità multiple dello scienziato. Alla base di tutto un trauma vissuto da ragazzino di cui Bruce Banner dovrà prendere consapevolezza e dare un senso al suo dolore, anche se ciò risulta estremamente difficile, per poter reintegrare le proprie emozioni e le proprie manifestazioni/trasformazioni in Hulk.

Anche se raccontato in modo semplice, fantasioso e pop (non per niente Hulk è un prodotto letterario e cinematografico mainstream dalla grande diffusione in tutto il mondo) questa storia descrive un passaggio terapeutico importante: l'integrazione del sè! Il nostro passato e tutte le nostre esperienze ci hanno reso ciò che siamo; sono pezzi di un enorme puzzle che cerchiamo di incastrare continuamente durante la nostra vita. "Ho fatto bene?", "Questa cosa è utile"? "Questa esperienza è coerente con l'immagine che ho di me e con l'immagine che gli altri hanno di me"? Sono tutte domande che ci poniamo, continuamente, perchè per noi è fondamentale sentire che abbiamo un senso nel mondo e vi agiamo in continuità. E' per questo che anche le esperienze dolorose hanno bisogno di un posto dove essere accolte, raccontate, metabolizzate per diventare utili a costruire il senso di noi stessi. Questo luogo è la psicoterapia e in questi casi è proprio vero che la strada conduce dal "dolore" alla "bellezza"!

Siete cuoriosi e volete leggere come è andata con Hulk"? Continuate a leggere...

Troverete la storia datata 1991 e intitolata proprio "La Psicanalisi di Hulk" (qui sotto) oppure sfogliabile digitalmente cliccando qui

BUONA LETTURA!


 





















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