Non lasciamoci soli!

23 Gennaio 2018
Pubblicato in Etnopsichiatria Etichettato sotto

Famiglie e internet: alcuni spunti per un uso consapevole dei social.

Sblocchi il telefono, clicchi sull'icona blu e scorri su e giù la tua pagina facebook...bastano 4 secondi, facile facile ...anche un bambino ci riuscirebbe. In molti casi lo fanno proprio, anche, i bambini! Qui  mostro un esempio pratico di come siano cambiate persino alcune azioni nell'accedere a un social, nell'esempio facebook, a seconda dello strumento utilizzato: utilizzando il classico pc prima dell'avvento degli smartphone e poi dopo con uno smartphone. Ci si mette un decimo del tempo! Tutto è molto più immediato, senza filtri senza tempo per pensare...senza fatica.


Da un po' di anni ormai la tecnologia ci mette, appunto, a disposizione smartphone (anche nella loro fascia economica più bassa) dalla potenza fino a pochi anni fa inimmaginabile: sono molto più potenti dei “vecchi pc” e ci consentono di fare acquisti, chattare, leggere, comunicare, “cazzeggiare”, cercare musica online, formarci ecc. ecc. Siamo connessi letteralmente h 24 e questi dispositivi sono letteralmente entrati nel nostro quotidiano più "intimo": sui comodini, in bagno, sul cuscino, sulla scrivania, sul divano...accanto alle culle dei nostri bambini.

Questi processi cambiano il nostro modo di pensare, il nostro modo di relazionarsi agli altri, di acquistare, di studiare ecc. Per i cosiddetti "nativi digitali" smartphone, tablet e più in generale l'"essere connessi" è semplicemente una parte estesa di loro stessi. Ci sono nati, ci stanno crescendo immersi.

Siamo di fronte ad una epocale rivoluzione per quanto riguarda le relazioni umane e la fruizione di contenuti...letteralmente TUTTO è a portata di un clic, un tocchettino dell'indice sullo schermo...un attimo! Diceva il saggio che "da un grande potere derivano grandi responsabilità" e allora c'è da chiedersi se sia accresciuta la nostra responsabilità come consumatori che possono avere accesso a tutto o se, spesso, non sia il ricevere PASSIVAMENTE questo flusso di contenuti costante il comportamento più frequente.

Non intendiamo minimizzare o demonizzare in alcun modo questa nuova realtà che abbiamo davanti e a parer mio Internet resta uno strumento INDISPENSABILE. Proprio per questo è fondamentale per i genitori (e per gli adulti che hanno a che fare con minori) conoscerlo in tutte le sue potenzialità ed essere pratici di alcuni aspetti che non possono più essere relegati agli “addetti ai lavori” per poter educare correttamente i propri figli a un uso corretto della rete.

Ecco perchè Privacy, funzionamento di Facebook, fake news, blogging, funzionamento dei motori di ricerca, net reputation, media education, browser, fishing, chat, sexting, virus, sicurezza informatica, adBlock ecc. ecc. devono essere concetti che tutti i genitori con figli minori (non sono adolescenti ma anche bambine e bambini) devono padroneggiare e conoscere. Così come è necessario apprendere come funzionano i social, i motori di ricerca e cosa succede anche a livello di meccanismo pubblicitario, quando “postiamo” qualcosa sui nostri profili e come queste informazioni possono essere utilizzate da terzi.

Questa vuole essere semplicemente una piccola guida, in pochi passi (tre) per cominciare a prendere consapevolezza del tema e comiciare a metterci mano...il resto verrà da sè!

Riprendo alcune slide (puoi cliccare qui per visualizzarle) sul tema create per un incontro aperto tenuto in una scuola elementare pugliese l'estate scorsa:
RICONOSCERE - PREVENIRE - INTERVENIRE

Comiciamo con il delineare alcuni sintomi presenti in addolescenti e minori che possono essere collegati e farci RICONOSCERE un uso disfunzionale e pericoloso della rete e dei social:
- disturbi e/o sbalzi frequenti dell'umore,
- persistenti mal di testa e mal di pancia,
- prolungati silenzi ed evitamento delle relazioni,
- la sensazione che nessun posto è al sicuro (insieme all' "ideazione paranoica" è un sintomo tipico delle vittime di bullismo e cyberbullismo).

Se possiamo riconoscere allora possiamo anche PREVENIRE mettendo in atto alcuni accorgimenti durante il nostro quotidiano:
- computer e portatili DEVONO essere posti al centro della casa; sono ormai il centro della nostra vita: hanno la nostra agenda, le nostre mail, le foto a cui teniamo di più...è giusto che il loro posto sia il centro della casa. Tutta la famiglia vi ha accesso ma in un contesto "aperto" dove non ci si isola.
- prendere l'abitudine di usare lo smartphone per navigare o accedere ai social con la stessa modalità descritta prima. Senza isolarsi! Le relazioni virtuali sono complementari alle relazioni "reali", NON sono sostitute!
- come detto prima STUDIARE, imparare e diffondere un corretto uso dei social media e di Internet più in generale: riappropriamoci del ruolo di fruitori (USERS) al posto di quello di meri consumatori (CONSUMERS). Sono strumenti troppo potenti per essere usati con titubanza e passività.

Possiamo riconoscere eventuali problemi, adottiamo uno stile di prevenzione mentre adoperiamo il nostro pc o il nostro smartphone e allora non resta che INTERVENIRE quando qualche criticità si presenta; la parola d'ordine è la medesima: ROMPERE L'ISOLAMENTO.
- Se la nostra famiglia è vittima con qualche suo membro di cyberbullismo il primo passo è denunciare agli istituti scolastici e alle autorità competenti l'accaduto. Il silenzio peggiorerà solo la situazione.
- Famiglie, scuole e associazioni hanno la possibilità di coinvolgere personaggi famosi, mass media, influencer nel denunciare un problema; tutto è funzionale a NON LASCIARSI SOLI e la rete stessa ci permette di avere visibilità in maniera rapida.
- Quasi sempre un uso distorto di rete e social deriva da difficoltà relazionali più o meno gravi. Aumentare per noi e per i nostri cari le occasioni di fare esperienze nel mondo (attività sportive, culturali, ricreative) resta la "cura" migliore e più rapida per disintossicarci da Facebook e soci.

In ogni caso lo psicologo è una figura competente e formata per trattare qualsiasi tipo di problema inerente le relazioni umani: chiedere un suo sostegno per tempo migliora sensibilmente la qualità della vita!

Il miglior modo per curare le Comunità è sempre quello di tornare ad essere Comunità.

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