Vivere al meglio la coppia

Lunedì, 07 Novembre 2016 14:50

La vostra coppia è in crisi? O più in generale le coppie sono in crisi? Proviamo a dire qualcosa di utile per districarci al meglio tra le trasformazioni della società contemporanea. 

Problematiche familiari

Mercoledì, 08 Luglio 2015 12:03

La famiglia è un vero e proprio gruppo sociale con particolari caratteristiche che semplificando potremmo indicare con:

  1. la famiglia è un sistema in costante cambiamento
  2. la famiglia è un sistema che si autogoverna
  3. la famiglia è un sistema aperto in relazione con altri sistemi.

Rappresenta il punto di partenza, il presente e il punto di arrivo di ciascun essere umano ed è fondamentale per il ground che fornisce a ciascun membro nell'affacciarsi verso il mondo esterno.

In un sistema interattivo, come quello familiare, la responsabilità del comportamento non appartiene né esclusivamente all’individuo né al sistema: è piuttosto “l’individuo-nel-sistema” che agisce in modo interdipendente e autoperpetuandosi. Ogni membro della famiglia è sia “una parte” sia “a parte” della famiglia stessa.

Gestire questa tensione tra le parti e l’intero costituisce il compito essenziale di ogni famiglia ed è proprio quando questa gestione si rivela più o meno difficile o fallimentare che il sistema famiglia ricorre alla terapia.

E’ in questo momento che il terapeuta ha che fare con l’interfaccia individuo-gruppo e può fornire una struttura in cui ogni membro della famiglia possa sentire di esserne “una parte” così come “a parte”, ovvero “separato” da essa, in un gioco dinamico e armonico di apertura e chiusura delle barriere.

Possiamo a questo punto affermare che lo scopo primario dell’intervento terapeutico gestaltico a livello familiare non è la “risoluzione” del problema quanto piuttosto la “crescita “dei singoli membri e contemporaneamente della famiglia come sistema, il che potrebbe consentire a ciascuno di risolvere da solo o come gruppo i problemi che bloccavano lo sviluppo naturale del Ciclo Vitale sia personale sia familiare.

Per esempio si può far prendere consapevolezza ad alcuni membri della famiglia sia delle sensazioni sia dei sentimenti proiettati su altri membri e contemporaneamente fornire un ambiente adatto per la loro espressione, tenendo conto che è necessario lavorare “attraverso” la “riluttanza” piuttosto che combatterla; e, inoltre, aiutare la famiglia e l’individuo/individui nella famiglia ad esplorare in dettaglio “dove si trova” – “cosa sta facendo nel punto in cui si trova” – “come lo sta facendo”, ecc. rendendo esplicito l’ovvio.

Perdita e lutto

Mercoledì, 08 Luglio 2015 12:00

Perdita e lutto hanno un comune denominatore: la sofferenza. La vita, anche per le persone più fortunate, include l’esperienza della sofferenza. Essa condiziona le nostre aspettative future o le dissolve dolorosamente. Tale sofferenza a volte risulta essere talmente dominante da opprimere e soffocare chi la sta vivendo e si manifesta come tristezza e/o stress fisico e/o stanchezza.

La perdita si differenzia dal lutto per il fatto che non sempre significa necessariamente la morte di qualcuno.

Il lutto è un processo unico che non segue criteri universali. E’ assolutamente naturale, è dinamico, cambia costantemente da persona a persona, tra famiglie, culture e società.

Il lutto (cosi come la perdita) è estremamente funzionale al processo di ristrutturazione che ciascun essere umano necessita dopo la morte di legami importanti.

Tuttavia, in alcuni casi, questo momento di riorganizzazione travalica tempo e spazio espandendosi in misura indefinita e può portare alla perdita delle reti sociali e di molte delle tradizionali risorse a disposizione della persona che soffre (famiglia, religione, vicini, amici, ecc.). Talvolta può associarsi a seri problemi di salute (ansia generalizzata, attacchi di panico, abuso di alcool e farmaci) con un rischio di depressione quattro volte maggiore nel primo anno.

La terapia in queste situazioni lavora su vari temi tra cui:

  • aiutare il paziente a riconnettersi con la propria linea temporale,
  • fornire sostegno e presenza durante i momenti di sofferenza intensa,
  • sostenere il paziente nel riappropriarsi della consapevolezza dell’importanza del presente,
  • sostenere il paziente nel suo sguardo verso il futuro.

Difficoltà relazionali sessuali

Martedì, 07 Luglio 2015 18:45

Le difficoltà sessuali sono relazionali anche quando soltanto uno dei partner si sente sessualmente insoddisfatto, inadeguato, incapace di sperimentare piacere, inconsapevole dei propri bisogni, confuso riguardo la scelta del partner, ansioso o depresso nel delinearsi del proprio orientamento sessuale.
I problemi relazionali sessuali si manifestano con la difficoltà di percepire le sensazioni e l’eccitazione sessuale, di lasciar crescere la tensione sessuale, sostenere il contatto durante il culmine dell’eccitazione sessuale, lasciarsi andare all’orgasmo e infine rimanere e gustare il sentirsi appagati dopo la soddisfazione.
In terapia, assumendo l’ottica radicalmente relazionale della psicoterapia della Gestalt, l’attenzione si rivolge alla situazione in cui le difficoltà emergono. Occorre anche considerare il campo sociale più ampio in cui la terapia si svolge, inclusi valori e norme, classe sociale, etnia e religione, in quanto tutto ciò influenza direttamente lo sviluppo dell’identità sessuale. Inoltre il campo del paziente (o della coppia) che inizia una psicoterapia include non solo le relazioni passate e presenti, i problemi socio-economici o lavorativi, ma anche il campo molto speciale che paziente/i e terapeuta creano insieme nel dispiegarsi della relazione terapeutica.
Gli interventi di supporto del terapeuta in questo ambito sono davvero molti, tra cui:
• aiutare i pazienti a dare forma alle loro difficoltà sessuali per permettere loro di trovare il modo di esprimere e sviluppare una propria narrativa,
• sostenere i pazienti ad accrescere la propria consapevolezza delle loro esperienze sessuali,
• fornire un contesto accogliente in cui sia possibile per il paziente porre l’attenzione su obiettivi futuri,
• accogliere domande, dubbi e timori del paziente riguardanti l’esperienza sessuale.

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